domenica 11 maggio 2014

SOLO CEMENTO A MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO.

Con il censimento del 2011 gli abitanti di Monte San Giovanni Campano erano 12882 con un incremento del 1.1% rispetto al 2001 quando la popolazione era di 12739 abitanti.
In base alla previsione ( o meglio errato presagio) che nel 2016 la popolazione sarebbe diventata di 17078 unità (forse avevano fatto un accordo con il Padreterno) fu stilato il Piano Regolatore Generale per regolamentare le costruzioni private e pubbliche sul territorio con la conferma sul BURL della Regione Lazio che le scienze matematiche a Monte San Giovanni Campano non "contano". La costruzione di un numero elevatissimo di case nuove ha portato all'abbandono e all'abbattimento di buona parte dei nuclei abitativi storici preesistenti snaturando la società con le ripercussioni più catastrofiche che si potessero avere: Perdita dei rapporti sociali, mancanza di identità comune, consumo del suolo, aumento della spesa pubblica per i servizi, cementificazione eccessiva, accelerazione delle acque, carenza di infrastrutture, eccessivo inquinamento luminoso, aumento esponenziale dell'inquinamento localizzato e generale e infine la perdita quasi totale della produzione agricola e zootecnica.
Il territorio si presenta alla vista disseminato di case come se un gigante le avesse gettate a caso; costruite senza alcun raziocinio, senza rispettare la storia del nostro comune  come se ci trovassimo in svariati punti d'Italia. Si notano infatti costruzioni somiglianti alle baite alpine, alle pagode cinesi, ai palazzi delle grandi città, alle palazzine costruite lungo le coste,immancabili gli scheletri in calcestruzzo armato (forse un segno di repulsione dell'Io di alcune persone verso cose poco naturali)





come non mancano veri e propri mostri in cemento armato. La bruttura fin ora realizzata continua ad allargarsi a macchia d'olio rispettando canoni assurdi dettati dalla mancanza di buonsenso che è stato sostituito dagli interessi degli svariati attori compresi i Cittadini. Cambiano i musicisti, cambia il direttore dell'orchestra ma la musica è sempre la stessa: Si continua a costruire come se niente fosse senza creare infrastrutture, senza regolamentare le acque reflue, senza accudire il territorio e senza pensare al futuro realizzando  perfetti dormitori senza luoghi in cui svolgere la vita sociale.

La deviazione più particolare ma diffusa come fenomeno in questo comune è l'utilizzo di un unico materiale da costruzione rappresentato dal Calcestruzzo e dalla sua variante armata. Per i tecnici che lavorano sul territorio NON esiste altro materiale  se non il cemento. Con il cemento ci hanno fatto di tutto e di più! ci hanno costruito case, fatto strade, sostituito i fossi naturali, fatto argini al torrente Amaseno, ristrutturato il castello, un'ala del comune, i campi sportivi, piazze come bunker atomici, ci hanno pavimentato le strade pubbliche



 e private, fatto fontanili, ingabbiato sorgenti, scalinate pubbliche, costruito dove non si poteva assolutamente, costruito cimiteri e si sono superati quando hanno usato il cemento a vista per il restauro di manufatti storici. Tutto questo cemento buttato con il senno del poi di cui sono pieni i fossi e che ha procurato l'impermeabilizzazione del suolo non è stato mai accompagnato da opere di regimentazione delle acque e la conseguenza quale è stata? Le acque si sono velocizzate, il terreno non è stato più in grado di riassorbirle e la particolare conformazione del nostro territorio ha subito e subisce frane a non finire con un costo per la collettività che ha già superato e di molto l'intero incasso derivante dagli oneri di fabbricazione fatto fin ora.

Dei veri geni quelli che hanno pensato e realizzato una cosina del genere che non guardano oltre il loro naso e che nonostante la crisi economica continuano a perseverare nell'errore pur sapendo di non poter riparare allo sfacelo. Nei fatti e non nell'immaginario le frane esistenti sul territorio continuano a progredire nel numero e nell'intensità senza che ci sia nessun intervento preventivo o risolutivo e i soldi che il comune incassa come oneri per le nuove costruzioni non bastano a risolverne neppure una. E' un'avventura senza ritorno sotto gli occhi di tutti ma come tutte le cose che sono in evidenza di fatto diventano routine e nessuno ci fa più caso.
Tanti Cittadini hanno realizzato le case in cemento armato pensando di realizzare opere eterne ma pochi di loro sanno o non ne sono consci di aver lasciato ai loro discendenti una vera e propria BOMBA AD OROLOGERIA.
Il calcestruzzo armato infatti non è eterno in quanto subisce il fenomeno che in chimica è chiamato CARBONATAZIONE che segue una formula semplicissima: Ca(OH)2 +CO2 → CaCO3 +H2O ; l'Anidride Carbonica attacca e penetra nella porosità del calcestruzzo armato abbassando il Ph ( avviene negli anni). Questo fenomeno fa perdere la proprietà protettiva e anticorrosiva della pasta cementizia modificando la passività del ferro permettendone quindi la corrosione tramite un tumultuoso movimento elettronico.
Quindi tutte queste case ad esclusione di nessuna non avranno la vita immaginata da chi le ha costruite e costituiranno una spesa per le generazioni future come del resto saranno una spesa manutentiva tutte le opere pubbliche. Non è arrivata l'ora di pensare a cose importanti che servano come la realizzazione di infrastrutture serie,il recupero dei centri storici (unici a poter avere finanziamenti), di pensare ad un'economia locale più sostenibile, ad imparare che dalla decrescita in atto si possano trarre insegnamenti per il futuro? Si può pensare e studiare  la valorizzazione del territorio utilizzando le risorse di cui dispone   in un cambiamento di rotta che rimetta il Cittadino al centro di ogni cosa mettendo fine alla cementificazione, alle spese centrifughe e al consumo del territorio ma forse non siamo più in tempo se nel 2014 si pensa ancora a tagliare alberi invece di piantumarli.

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