martedì 28 ottobre 2014

Monte San Giovanni Campano - Il disastro Ambientale annunciato nel 2011 -

Dal 2011 che in continuazione viene avvisata l'Amministrazione Comunale sui rischi che corrono i Cittadini per le cattive condizioni in cui versa il terriorio. Ogni anno ne esce una nuova e precisamente nel 2012 ci fu l'emergenza neve, nel 2013 le frane con la richiesta di calamità, nel 2014 una cosa simile ad una piaga Biblica ha colpito gli uliveti creando un disastro economico epocale ma nonostante lo scenario Apocalittico per le economie  il Comune di Monte San Giovanni Campano trova il tempo e le risorse per pensare ai tagli da fare alla  Pineta della Bagnara come ultima ratio.
E' stato disarmante leggere sul giornale che le frane  non possono essere messe in sicurezza perchè per farlo il Comune ha bisogno dei fondi regionali. La richiesta fatta alla Regione per lo Stato di Calamità e relativa stima dei danni per  3.000.000,oo di euro non è stata fino ad ora recepita se non per 5.000,oo euro che forse saranno bastati a malapena per bloccare le strade che sono ancora chiuse.


Quello che meraviglia poi è la sequela di CONVEGNI tra  le associazioni presenti sul territorio e i politici per il Piano di Emergenza Comunale forse per spiegare tra loro quello che era stato detto al CONVEGNO precedente. La domandina ora è obbligatoria: Ma il Piano di Emergenza Comunale servirà quando saranno rimaste solo le macerie? Tanto per riassumere: 3.000.000,oo di euro per le frane; 220.000,oo euro per la neve (per fortuna si è sciolta); 12.000.000,oo persi con il depuratore intercomunale smarrito come un mazzo di chiavi; 1.500.000,oo euro in tre anni buttati all'immondizia in contanti tramite la SAF; altri minimo 200.000,oo euro per ripulire il territorio dall'immondizia spalmata a macchia di leopardo; per finire le case che crollano e  i muri pericolanti . Tutto questo senza calcolare la mancata produzione olearia corrente che supera abbondantemente 1.000.000,oo di euro, i danni provocati alle acque del Torrente Amaseno, la perdita esagerata del nostro acquedotto, le fogne pseudo elettorali e i nuovi pali della pubblica illuminazione che servono ad illuminare il cammino ai "cani pizzigli".
E che leggo sul giornale? "La prossima settimana ritorneremo a Roma per incontrare chi di competenza e chiedere nuovamente che venga fatto qualcosa". Di fatto gli Amministratori andranno a fare una bella passeggiata ecologica a Roma speranzosi di non trovare assente il funzionario tanto per vedere se potrà fare qualcosa.
Non sia mai che dopo tanto tempo ai nostri Amministratori gli passasse per la testa di andare a fare una dura protesta nei locali della Pisana...questo no! loro sono moderati e poi a fare queste cose forse si fa' peccato.

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