lunedì 10 novembre 2014

Monte San Giovanni Campano - Il Capoluogo con le sue case chiuse -

Sarà colpa della crisi economica, della crisi di identità della Comunità, della congiuntura nelle negatività, delle tasse  ma è inequivocabile che nel Capoluogo di Monte San Giovanni Campano ci sia l'aumento esponenziale delle case chiuse.


Le barriere architettoniche fanno il resto relegando le persone anziane ad una vita sempre più solitaria e aliena alla convivenza civile. Negli ultimi anni si è assistito  nel religiosissimo territorio di Monte San Giovanni Campano alle morti solitarie, all'abbandono sociale degli anziani evidenziati dai fati di cronaca che li hanno coinvolti. Persone che hanno sofferto in gioventù per gli eventi bellici, per lo strascico di una economia distrutta, per aver dovuto contribuire con sacrificio alla ricostruzione, per aver realizzato il boom economico fatto di "pagherò" e che comunque non hanno meritato lo STATO sociale in cui si trovano. Ora stanno terminando anche gli anziani e di conseguenza aumentano le case chiuse.
Ma come sopravvive  il pensionato tipo nel territorio di Monte San Giovanni Campano? Oltre ad essere una delle poche risorse economiche sul territorio per pagare le tasse e i contributi che sono diventati sempre più esosi si ritrovano a fare i conti con una società fredda e distante ai loro bisogni che ha spostato i negozi, che ha decentrato gli uffici pubblici che non tiene conto di loro in nessun modo. Di fatto l'unico pensiero che li pervade è quello della religione, della vita eterna con il fine ultimo di una speranza in una vita migliore che non è di questo mondo. Gli anziani sono già defunti prima di morire e lo prova l'accanimento nel trovare a qualsiasi costo la sistemazione per il riposo eterno e di quì quella che considero personalmente la speculazione dei vivi sui morti rappresentata dalla produzione esasperata di loculi cimiteriali ad un costo che considero esoso, alieno dalle leggi di mercato, senza concorrenza come in un vero monopolio. Ancor di più la situazione fisica degli anziani  fatta di inevitabili acciacchi fisici si ripercuote sulla morte ed ecco che gli anziani vanno alla ricerca di loculi che siano in posizione privilegiata e quindi situati in basso perchè nel loro immaginario rapportando l'ubicazione a se stessi diventerebbe difficile e impossibile una preghiera a "quattro occhi" e quantomeno trovandosi a "vista" pensano di essere ricordati. Di quì si apre uno scenario particolarissimo che rappresenta la nicchia economica del "caro estinto" dove ci si mettono anche le Istituzioni a fare la loro parte ed ecco che spuntano questi loculi classificati secondo la comodità "alla vista" e con la classifica spunta fuori inevitabilmente il prezzo di mercato scontato per i loculi meno comodi.


Non si riesce a capire come possano fare le istituzioni a fregarsene in vita delle persone e poi essere così premurose alla loro morte con il politico che puntuale si presenta ai funerali, che in segno di partecipazione da' le condoglianze a tutti pur ritenendoli semplici conoscenti. Lo stesso politico  che poco prima o nei mesi prima non ha esitato ad aumentargli le tasse; il politico nel momento della vetrinetta funeraria nasconde nel dolore degli altri le proprie inadempienze fatte da servizi sociali scadenti, assenti o addirittura ostativi per gli anziani rappresentati ad esempio da uffici con le barriere architettoniche.  Quanto altro si ravvede nella vita quotidiana degli anziani come il doversi trascinare a fare spesa, andare in farmacia o  perdere un assegno di invalidità per le assurde complicazioni della burocrazia sono cose che non riguardano il politico che oramai pensa solo ai debiti che può contrarre e alle tasse che deve inserire.
Morale della favola: Gli anziani meglio morti paganti per realizzare un tesoretto sicuro che vivi  e dispendiosi per la comunità tanto prima o poi le tasse al loro posto qualcuno le pagherà.
Con questa logica fatta di menefreghismo per le fasce deboli le case chiuse aumenteranno e le uniche comodità seppur immaginarie saranno al cimitero.

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