mercoledì 30 dicembre 2015

Il Comune di Monte San Giovanni Campano SCARICA il gestore del servizio idrico integrato.

Di rado pubblico argomenti rapportandoli al personale ma questa è una di quelle volte che non se ne può fare a meno.




Dopo anni di dure battaglie, segnalazioni , denunce, centinaia di articoli, convegni e persino dopo  una civile incursione in Consiglio Comunale è arrivata la decisione da parte del Sindaco di Monte San Giovanni Campano di esternare i danni Ambientali subiti dal territorio di Monte San Giovanni Campano per colpa dei depuratori  e le inadempienze palesi rappresentate dal razionamento idrico e dall'acquedotto colabrodo. Niente di nuovo per chi come me da anni è schierato e fa parte del Comitato Acqua Pubblica Frosinone e che ha seguito la vicenda della gestione del servizio idrico integrato fin dall'inizio.
Mi ricordo ancora quando cacciai da solo alcuni soggetti che vennero a spiegare la bontà del servizio ai Monticiani presso la Sala Cimello come non posso dimenticare che da quel momento sono diventato una persona da ignorare per le sue convinzioni seppur suffragate da fatti oggettivi e indiscutibilmente veri. Più volte sono stato tacciato come essere arrogante e sono stato persino smentito pubblicamente sulla stampa ma tutto ciò mi ha fatto accanire ancora di più visto che anche buona parte della popolazione taceva per mero opportunismo.
Dopo l'intervento di grande interesse del nostro Ing. Mario Antonellis le cose sono cambiate ed è iniziato anche l'interesse di altri cittadini che è sfociato infine nella protesta delle DONNE del Capoluogo che hanno dimostrato
 di avere attributi nascosti con i quali hanno affrontato a viso aperto l'intera Assise Pubblica. Sempre dopo l'intervento di Mario Antonellis anche le opposizioni presenti in Consiglio Comunale hanno partecipato attivamente al divenire degli eventi con interventi mirati e interrogazioni e più volte hanno messo in difficoltà l'Amministrazione che si è trovata in una condizione complessa. A loro si è aggiunto lo schieramento guidato da Giancarlo Cinelli ma il Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone ha sempre evitato di schierarsi rimanendo libero da qualsiasi pressione o coinvolgimento. A questo punto è iniziata l'azione DELETERIA per il gestore del servizio idrico integrato messa in essere da FARE VERDE ONLUS in difesa dell'Ambiente inquinato dai depuratori delle acque reflue urbane ed è stata l'apoteosi. Esposti al Corpo Forestale dello Stato, alla Polizia Provinciale,  Contravvenzioni, interventi dell'Arpalazio Frosinone e infine la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone per DISASTRO AMBIENTALE che si è aggiunta a quella presentata nel 2012 dal sottoscritto e a quella presentata dal Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone.
In tutto questo sono stati ben 85 gli articoli sui giornali cartacei, ben 230 su quelli online più una miriade di volantini di cui si è perso persino il conto che hanno caratterizzato la madre di tutte le battaglie.
Infine la piacevolissima sorpresa di ieri quando sono stato notiziato sulla rescissione del contratto da votare in Consiglio Comunale confermata dai Consiglieri di opposizione e dai giornali. Il 7 di Gennaio 2016 ci sarà la riunione della Commissione formata dai Consiglieri Comunali e mi aspetto il voto UNANIME in Consiglio Comunale per la rescissione contrattuale ai sensi dell'Art 34 della convenzione. Consiglio Comunale che interromperò dopo il voto  per questa incresciosa vicenda perchè chiederò ai presenti di RIVOTARE in caso di dubbio.

martedì 29 dicembre 2015

Un Monticiano su 5 è ANALFABETA FUNZIONALE secondo i dati benevoli dell'OCSE.

Monte San Giovanni Campano non sfugge ai dati statistici estrapolati dall'accurata indagine dell'OCSE che è durata due anni da cui risulta che almeno un  Monticiano su 5 è ANALFABETA FUNZIONALE in una proiezione benevola che dimezza i risultati ottenuti.
L’analfabetismo funzionale è un fenomeno poco conosciuto, nonostante in Italia sia più diffuso che altrove in Europa. Si tratta di un tipo di analfabetismo particolare, che non impedisce l’uso della lettura e della scrittura, ma che ne limita fortemente il funzionamento. In sostanza, l’analfabeta funzionale risulta apparentemente autonomo, mentre in realtà non è in grado di trarre delle vere informazioni dalla realtà ‘testuale’ che lo circonda. 
Non sa comprendere un testo, né può riassumerne il contenuto. Non è in grado di elaborare delle analisi complesse e paragona il mondo unicamente con le sue esperienze dirette, senza pensare in astratto o a più livelli. In buona sostanza l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (meglio conosciuta con l'acronimo OECD - Organisation for Economic Co-operation and Development nel resto del mondo) asserisce che gli analfabeti funzionali non sono in grado di leggere quanto è scritto ad esempio sulle bollette dell'acqua, della corrente elettrica o quelle per le TARI. Ecco spiegata quindi la situazione tragicomica in cui si trova questa fetta di popolazione che inconsapevolmente si comporta in modo neutrale difronte ai continui aumenti per i servizi che sono di pessima fattura. Cosa ancora più grave è che chi gestisce i servizi si approfitta dello stato di ANALFABETISMO FUNZIONALE continuando imperterrito a sfornare matrici per le fatturazioni molto complesse con il puro scopo di fare ulteriore confusione creando di fatto uno stato di bisogno intellettuale sostenuto dai politici che sguazzano nel marasma sfruttando l'incomprensione più completa per fare i propri comodi. Secondo i dati OCSE del 2013, per un’indagine svolta nel periodo 2011-2012, 1 italiano su 5 è analfabeta funzionale, contro la media internazionale di 1  su 20.
Ecco un’infografica sul problema, con i dati OCSE, che rivela  la percentuale degli italiani (Monticiani compresi) dai 16 ai 65 anni che ha  difficoltà di lettura e di comprensione dei testi. 


domenica 27 dicembre 2015

L'arte presepiale del Maestro Pellegrini.

Non solo Napoli e non solo presepi di spiccata scuola Partenopea ed è il caso di dire che in Ciociaria non siamo secondi a nessuno.
Da anni il Maestro Ernesto Pellegrini interpreta con sapienza e pazienza la vera portata e il lascito culturale del presepe ed infatti nelle sue opere  risiede  il realismo più puro. Nelle mani ispirate dell'artista Monticiano il presepe non  è più solo un simbolo religioso, ma uno strumento descrittivo, identificativo e unificante della comunità di appartenenza, nella sua dettagliata composizione.



 Si potrebbe forse dire che il presepe che Egli realizza ogni anno è stato e rimane un veicolo di identificazione della "gens Monticiana" e lo strumento  di quel realismo che ha caratterizzato le nostre tradizioni  oramai perdute. Ogni anno nel Capoluogo di  Monte San Giovanni Campano viene esposto il presepe   del Maestro Pellegrini ed ogni anno è diverso dal presepe dell'anno precedente. Alla fine delle festività Natalizie ogni  presepe  viene smontato con altrettanta certosina pazienza e  conservato  in una delle chiese poco frequentate del Centro Storico.
Opere di straordinaria bellezza e di fine cultura  a cui andrebbe dedicato uno spazio più consono con annessa "bottega" per insegnare l'arte presepiale ai più giovani tanto per non mandare persa questa importante risorsa. Se a Napoli sono bravissimi a far presepi a Monte San Giovanni Campano uno solo fa per mille e non è SECONDO A NESSUNO.
I più potrebbero dire che si tratta di autoreferenza campanilistica  e allora quale migliore occasione per visitare il PRESEPE MONTICIANO e constatare di persona quello che non si riesce a scorgere dalle foto. Venite ... venite...





lunedì 21 dicembre 2015

BABBO NATALE in diretta dal Circolo Polare Artico

In diretta dal Circolo Polare Artico il villaggio di Babbo Natale.





Clicca sul link VILLAGGIO DI BABBO NATALE


Il Blog Free Monte augura BUONE FESTE.

domenica 13 dicembre 2015

NE RESTERA' UNO SOLO...alla Fiera dell'olio

Ne resterà uno solo! passò l'Angelo e disse Amen...
Ebbene sì alla SAGRA della BRUSCHETTA ooops alla Fiera dell'Olio che si è tenuta a Monte San Giovanni Campano si è presentato UN SOLO piccolo produttore di olio d'oliva.


 L' Highlander Monticiano si è presentato come il salvatore della Fiera dell'Olio con una consistente  quantità di olio misurata  in circa 9 litri.

La casa dell'Highlander
 Quello che è accaduto poi è ancora più carino perchè gli amministratori locali uno ad uno si sono recati dall'Highlander ed hanno reso omaggio al RELIQUIARIO e lì è scappato da ridere un pò a tutti perchè se ne è uscito il solito Marco Belli che ha detto testualmente: "Quello è olio sacro destinato alla lampada per il Giubileo". C'è stato chi ha chiaramente additato l'olio come prodotto ALIENO al territorio ed ha insinuato che fosse di provenienza della Valcomino e giù con le proposte di farci l'esame del DNA. Infine l'etichetta! Una cosa grossa... perchè indicava le ATTIVITA' PRODUTTIVE al plurale e il solito Marco Belli questa volta ha spopolato perchè ha detto  chiaramente al Consigliere Comunale che l'etichetta è sbagliata in quanto indica al plurale le attività quando ce ne è una sola ed ha suggerito: "Cambiate la scritta in ATTIVITA' PRODUTTIVA al singolare". Nulla da eccepire sulla BRUSCHETTA che oramai è l'unica cosa che va alla grande. Bruschetta un tantino cara visto che  è costata ai contribuenti una cifra a 4 zeri tendente all'aumento. Un flop di quelli epocali che paragonato a quello degli anni passati ha dalla sua parte che almeno ha fatto ridere. Un rimprovero però ci vuole! Non si boicotta così l'olio della REGINA tanto per ricordare il progetto dei politici locali che volevano Monte San Giovanni Camnpano Regina dell'olio. Sinceramente non ho mai capito il perchè del  nome REGINA chiaramente  femminile  quando San Giovanni è maschile, monte è maschile e infine anche Campano è maschile  però va bene lo stesso.

giovedì 10 dicembre 2015

Il riciclo della carta in ufficio e senza acqua.


Epson Paperlab è la macchina che rivoluziona il riciclo della carta. Senza una goccia d acqua è capace di creare 6720 fogli al giorno direttamente in ufficio


Apre la Eco Product Expo: con Paperlab il riciclo della carta si fa in ufficio

(Rinnovabili.it) – Dimenticate il cestino della carta, il calendario della raccolta della differenziata e le pile di fogli di carta straccia. La Epson ci ha appena rivelato quale sarà il futuro del riciclo della carta: una macchina da ufficio, poco più grande di una fotocopiatrice, mangerà i fogli vecchi e senza utilizzare una goccia d’acqua produrrà risme ecologiche a costo zero.
La meravigliosa Epson Paperlab è stata presentata oggi nello stand dell’azienda alla Eco-Products Expo 2015, la fiera di Tokio che fino a sabato 12 dicembre metterà in mostra tutte le eccellenze dell’innovazione sostenibile.

Il riciclo della carta nella  Epson PAPERLAB

Oggi il procedimento più comune utilizzato per il riciclo della carta prevede l’utilizzo di un bicchiere d’acqua per ogni foglio. Il procedimento della macchina da ufficio della Epson, completamente a secco, invece permette un notevole risparmio idrico.
I fogli inseriti nella macchina mangia rifiuti vengono polverizzati fino a ritrasformarsi in fibre di cellulosa, che vengono pressate e si tramutano in nuovi fogli. Prima di avviare il processo si potranno impostare dimensioni e spessore della risma che si desidera e in una giornata di lavoro la macchina è capace di restituire circa 6720 fogli nuovi di zecca. Con la Paperlab sarà possibile stampare anche carta colorata e profumata, adatta a brochure e biglietti di auguri aziendali.
Gli aspetti ecosostenibili della Paperlab sono molti; oltre a tagliare i consumi idrici legati al riciclo della carta si evitano le emissioni per il trasporto dei rifiuti all’impianto di riciclaggio. Gli stessi dipendenti a fine giornata potranno inserire la carta straccia nella compostiera e dare il via al processo di riciclo, aumentando notevolmente il livello di sostenibilità dell’azienda.
La diffusione in Giappone di questa sorprendente macchina del riciclo della carta è prevista per il 2016.
Da www.rinnovabili.it

mercoledì 9 dicembre 2015

Великий президент Владимир Владимирович Путин

Президент уничтожить терроризм и навязать мир в тех землях, которые находятся в руках варваров






Il Dott. Marco Belli risponde al Sindaco di Monte San Giovanni Campano per il servizio idrico integrato.

LETTERA APERTA AL SINDACO DI MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO
Caro Sindaco le rispondo da CITTADINO perchè l'articolo è rivolto al sottoscritto in quanto sono l'unico che la martella sui gionali mettendoci la faccia, in modo che Lei possa capacitarsi che i Monticiani veri ci sono ancora .



Quando si difende una scelta politica sbagliata bisogna per forza di cose raccontare la storiella con quelle strane dimenticanze che poi diventano peculiari e distorcono per intero la vicenda facendo passare il narratore per vittima delle circostanze e del pregiudizio politico. Le rispondo quindi punto per punto: La protesta attuata durante l'ultimo Consiglio Comunale è frutto di ben 18 mesi di razionamento IDRICO che è iniziato a Luglio 2014 , prorogato a Luglio 2015 e ancora in attuazione ad opera del gestore del servizio idrico integrato con il SUO benestare tacito. In questo caso LEI ha fatto l'ennesima scelta politica sbagliata e precisamente nel mese di Maggio 2015 su richiesta specifica dell'azienda che gestisce il servizio idrico integrato emise l'ordinanza Sindacale che INSINUAVA anche la responsabilità dei MONTICIANI per il razionamento additandoli per un non specificato uso improprio dell'acqua potabile quando dalle numerose perdite dell'acquedotto l'acqua si perdeva nei fossi. Arrivò addirittura a proibirne l'uso per le attività commerciali o per abbeverare gli animali forse pensando alle lungimiranti sponsorizzazioni per l'estate Monticiana pregresse e correnti. Già questo primo punto di fatto fa cadere la sua scelta politica in una confusione di intenti che sono dissociati dal bisogno della popolazione che si riassume nell'avere l'acqua a casa e nel pagare un servizio efficiente, efficace ed economico. Sistematicamente LEI e con toni da campagna elettorale si dimentica che TUTTI i depuratori presenti sul territorio non funzionano o sono senza autorizzazioni allo scarico disattendendo alle leggi dello Stato e della Regione Lazio in qualità di responsabile dell'Ambiente e della Salute di tutti i Monticiani. La situazione dei depuratori oltre ad arrecare danno all'Ambiente, alla Natura e alle Biodiversità arreca danno diretto e indiretto ai Cittadini e anche in questo caso LEI non ha mai risposto alle doglianze che le ho protocollato tanto è vero che mi sono dovuto rivolgere all'ARPALAZIO di Frosinone che mi rispose di conoscere solo 2 depuratori. Solo a seguito della vigilanza fatta ai depuratori in difesa dell'Ambiente è stata riscontrata una situazione disastrosa al depuratore Perna/Chiaiamari tanto che richiesi personalmente l'intervento del Corpo Forestale dello Stato. Anche in questo caso LEI è rimasto "silente" nei confronti dell'Associazione che ha difeso il territorio e l'Ambiente come è rimasto silente difronte alle relazioni preoccupanti e gravissime che le sono state inviate dall'ARPALAZIO Frosinone relative a tutti i depuratori pur sapendo che le suddette relazioni sono state inviate anche all'Associazione che rappresento. Per quanto riguarda i lavori all'acquedotto le rispondo dicendole che se questi sono i risultati degli incassi fatti in 11 anni vuol significare che le MISERE opere di investimento da LEI elencate non rappresentano di certo investimenti CONGRUI. Per ultimo le riassumo: L'acqua è razionata dal Luglio 2014; Tutti i depuratori non funzionano o non sono autorizzati allo scarico, l'acquedotto è un colabrodo e LEI non è vittima delle circostanze perchè per una scelta politica sbagliata ha deciso di NON difendere i Monticiani come non ha difeso mia MADRE che è totalmente invalida e cieca totale quando è rimasta senza via di uscita per i lavori alle fogne in via Colle Fiorito. Tutto quanto esposto sono pronto a dirlo in qualsiasi luogo mostrando documentazione inconfutabile anche relativa a situazioni DEGENERATE ma questo LEI lo sà. Per ultimo le confido che sono presente su Pinterest, Google, Twitter e Blogger e non solo su Facebook o sui giornali come asserisce.

Questa è la faccia del Dott. Marco Belli che ancora non l'ha persa.

domenica 29 novembre 2015

Cari Monticiati DISERTATE il Consiglio Comunale del 30 Novembre 2015

DISERTATE IL CONSIGLIO COMUNALE!





  Il 30 Novembre 2015 si terrà il Consiglio Comunale e quindi invito la popolazione e i Sigg. Giornalisti a NON PARTECIPARE all'Assise Pubblica per i motivi che vengo ad esporre:
1) Quando il Consiglio Comunale o anche un solo Consigliere Comunale NON difende i Cittadini NON MERITA NESSUNA CONSIDERAZIONE e NON MERITA DI ESSERE ASCOLTATO perchè qualunque cosa verrà detta assumerà connotati demagogici e lusinghieri che nella realtà NON hanno nessun riscontro;
 2) Gli argomenti importantissimi contenuti nell'Ordine del Giorno non possono essere rappresentati in "sic et sempliciter" come ad esempio la tematica riguardante l'acqua con le sue molteplici sfumature quali il razionamento che è in corso dalla scorsa primavera chiamato Piano di Turnazione Estiva; il problema epocale dei depuratori; le perdite dell'acquedotto; il costo proibitivo di un servizio pessimo e la verifica di fondate inadempienze contrattuali. 
3) La raccolta differenziata non può essere "raccontata" visto che ha raggiunto buone percentuali con escamotage che nulla hanno a che vedere con lo spirito partecipativo della legge che prevede senza alcun dubbio chi inquina paga . A tal proposito è un escamotage prelevare i rifiuti speciali non pericolosi assimilibali a quelli urbani per far aumentare la percentuale della raccolta differenziata a spese di tutti perchè viene sovvertito lo spirito della legge come è un escamotage NON varare il regolamento per la raccolta differenziata con la conseguenza di eliminare il risparmio per i cittadini (compostaggio domestico e di prossimità). 4) Il baratto amministrativo senza la proposta di un disciplinare resta una proposta BRUTA e di vetrinetta che servirà solo come specchietto per le allodole fatta di farina che non è di nessun sacco. 
5) Non parleranno di come far risparmiare i Cittadini, di come alleviare il peso dell'addizionale IRPEF visto che fu aumentata per problematiche anche relative all'autovelox che oramai marcia a gonfie vele con incassi superiori al pronostico di circa 100.000 euro. Per questi motivi, per i pali della luce, per i marciapiede che NON servono perchè manca chi ci cammina , per i premi di fantastica produttività per le opere pubbliche che non hanno mai fine VI INVITO A NON PARTECIPARE al Consiglio Comunale E A FARLI RIMANERE SOLI. TANTO LA NOSTRA PRESENZA SERVE SOLO AD ALIMENTARE LA DEMAGOGIA, PER FARE VETRINETTA E NON SERVIRA' ASSOLUTAMENTE A RISOLVERE NESSUN PROBLEMA IMPORTANTE.
Restate comodamente a casa vostra tanto discuteranno solo su come spendere altri soldi per cose senza alcun senso.


sabato 14 novembre 2015

Parigi - 13 Novembre 2015 - E' scoppiata la III Guerra Mondiale -

Nello scontro tra inciviltà e civiltà vince sempre l'inciviltà per crudezza, cattiveria e ignoranza. E' iniziata la Guerra Mondiale atipica e senza frontiere dove gli obiettivi da colpire sono i civili. Operazioni pianificate a tavolino da militari in abiti simulati addestrati ad uccidere la popolazione inerme in un piano vigliacco e senza pietà.


Quello che accade in nome di Dio riporta il Mondo nel Medio Evo ed è perfettamente inutile la tolleranza e il perdono auspicati dai buonisti. DIFENDIAMOCI perchè le divise di qualsiasi esercito non possono difenderci dalla guerriglia e dal terrorismo. DIFENDIAMOCI ognuno per ciascuno in tutti i modi possibili perchè questa volta non c'è un esercito con la divisa con cui combattere e l'offesa può arrivare in qualsiasi momento come è accaduto in Francia. L'Europa è stata individuata come il campo di battaglia per il terrorismo e ognuno di noi è un potenziale obiettivo da colpire, da uccidere o torturare in nome di un DIO che non ha ordinato NULLA. Basta con l'ospitalità, basta con le frontiere aperte, basta con il buonismo e basta con la normalità. Ci vogliono leggi speciali contro il terrorismo in un momento di straordinaria pericolosità senza che venga esclusa nessuna opzione compresa quella di passare per le armi chi venga sorpreso in armi o a pianificare azioni terroristiche nel rispetto delle convenzioni internazionali di GUERRA che regolano le parti belligeranti. Per ultimo basta con le parole di pace e di perdono che non servono ad un amato cavolo. Mai come ora c'è il bisogno di  adottare il principio di reciprocità su ogni cosa e bisogna permettere in Italia quello che viene permesso agli Italiani all'estero prendendo in considerazione le leggi di ciascuna Nazione e senza nessuna eccezione.

sabato 31 ottobre 2015

Monte San Giovanni Campano - Dipartimento per la segnaletica stradale creativa - Ateneo dei Sinistri e Destri stradali -

Facoltà di scienze delle Assicurazioni e Riassucurazioni  - Ateneo dei Sinistri e Destri Stradali di Monte San Giovanni Campano - Dipartimento per la segnaletica stradale creativa -

Intervista al Magnifico Rettore Prof. Dott.  Momejet Sottancamion di origine Egizia chiamato per sottolineare l'importanza internazionale dell'Ateneo.

Magnifico quali sono stati i segnali per la circolazione stradale più creativi installati a Monte San Giovanni Campano?

R. L'installazione della segnalaetica stradale creativa iniziò nel 2012 con l'applicazione del primo segnale provocatorio installato dagli Scienziati del Dipartimento in prossimità di via S. Teresa D'Avila. Il gestore stradale lanciava un messaggio subliminale all'automobilista indisciplinato che è rapportabile al seguente concetto: Non buttare la tua fede in discarica che potresti sbandare e di quì l'installazione vicino alla via della Santa esempio di vita virtuosa. Purtoppo il segnale fu rimosso perchè non fu capito per colpa di un certo indigeno Alfredo P. che fu un  tantino spiritoso e inficiò il programma costato un enorme sforzo di contrazione per la fuoriuscita dell'amalgama dell'idea.




Nonostante tutto e tutti il programma è continuato perchè quando le cose vanno male è certo che possono andare peggio e il Dipartimento dei Sinistri e Destri ha continuato la sua opera indefessa con il segnale di Divieto di Accesso all'Anitrella ja! Il segnale messo sul lato opposto del normale senso di marcia è la classica interpretazione filosofica della viabilità stradale. L'Ateneo ha voluto dimostrare il teorema stradale: Tutte le strade portano a Roma ed ha iniziato proprio dall'Anitrella installando la segnaletica sull'altro lato della strada e contro il senso di marcia in modo da dare la possibilità all'automobilista di arrivare prima a Roma con "l'accortatora" che prevede l'uso dell'eliambulanza.

"Accortatora per Roma dopo aver imboccato la strada contro senso"



Il progetto per la segnaletica creativa  "Tutte le strade portano a Roma" è ancora in corso grazie all'installazione sul territorio dei famosi segnali FANTASY con le indicazioni per le Autostrade. La genialità degli Scienziati ha trovato libero sfogo con l'applicazione dei segnali che indicano l'Autostrada A2 che è INESISTENTE. L'applicazione di questo segnale serve a procurare rifiuti e-Waste meglio conosciuti con l'acronimo volgare RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). In buona sostanza l'automobilista una volta acceso il navigatore arriva vicino al segnale stradale e a quel punto dopo aver digitato la scritta Autostrada A2 riprova più volte...diventa una belva e butta il navigatore nell'apposito contenitore che però deve essere ancora installato. Nel merito c'è da dire che questo programma ha trovato grande diffusione mediatica ad opera di Belli M. che ha saputo ben rappresentare l'enorme sforzo dell'Ateneo che ha procurato quasi un prolasso e per questo altri fondi verranno impegnati per il futuro.


Uno dei segnali A2 installati sul territorio. Peccato per la A2 che non esiste in Italia.





Fiore all'occhiello è il segnale Vintage di promozione rurale Città dell'olio che è in ogni dove sulle strade e che ha riscosso un enorme successo tra la popolazione indigena. L'azione di auto persuasione è stata così grande che gli automobilisti di ogni ordine e grado sono davvero convinti di entrare in una cittadina specializzata nella produzione dell'olio di oliva. Purtroppo il messaggio che voleva inviare l'Ateneo era diverso e subliminale ja! Gli specialisti analisti volevano incitare gli automobilisti alla prudenza perchè è noto a tutti che le olive contengono l'olio e questa sostanza può provocare pericolosi sbandamenti per gli autoveicoli e il suo abuso provoca sbandamento certo anche  per gli automobilisti che sono costretti a  corse repentine presso luoghi indicibili per umana decenza ma indispensabili per il BISOGNO.




Questo Ateneo nella sua grandezza è anche animalista ed ha previsto il primo esperimento di Segnale Diverso per allontanare la noia alla guida e prevenire i famigerati colpi di sonno. Il segnale attraversamento cavalli  ha creato interesse nella comunità internazionale e nelle aziende per la  trasformazione di carne equina per la proposta dei nuovi tagli e porzionature. Sarà presto proposto per l'Award sulla Segnaletica  che si terrà nella città di  N'Djamena in CIAD e non si nasconde che ci potrà essere anche la possibilità di vincere l'ambito riconoscimento che consiste in una settimana premio per tutti gli Scienziati del Dipartimento Segnaletica Stradale Creativa che potranno vivere, senza nessuna protezione, la Natura a stretto contatto con le belve feroci come Leoni, Iene, Coccodrilli,Serpenti velenosi ecc ecc.



Segnale attraversamento cavalli con specifica per le porzioni dopo l'investimento

Questo è il segnale giusto  di pericolo Animali domestici vaganti (liberi) Tale segnale presegnala la possibilità di trovare sulla strada animali  o l'attraversamento di animali domestici. Invita a fare attenzione agli animali sulla carreggiata e comporta di rallentare o fermarsi e a non suonare se gli animali sulla strada danno segno di spavento. Il segnale non indica la possibile presenza di veicoli a trazione animale.


Capolavoro ultimo dell'Ateneo è il segnale di rotatoria intorno ad un ostacolo fisso. In questo caso l'Ateneo si è espresso al meglio ed ha installato un segnale che non lascia interpretazioni di sorta. Il segnale di rotatoria messo intorno al piedistallo dove viene poggiata la statua della Madonna indica all'automobilista il ritorno alla FEDE quale atto primario del lungo viaggio che compie nella ricerca della meta e dell'altro. E' allo studio l'inserimento di un CONTATORE per indicare i giri che bisogna fare in preghiera prima di partire per il viaggio che si intende affrontare ma bisogna attendere le decisioni di altre Autorità perchè sono cose dell'altro mondo. Un atto di prevenzione contro i pericoli della strada e in  caso di dipartita con preghiera e pentimento già assolti intorno alla sacra base di pietra che ospita il simulacro. Progetto sostenuto dalle  più alte cariche clericali presenti più orbo che urbi perchè in caso di sinistro o di destro c'è il dilemma se è legale andare già pregati o bisogna ricevere ulteriori supplementi tecnici.

L'immagine verrà sostituita prestissimo perchè il cell di Alfreduccio è una ciofeca




Segnale giusto e previsto dal Codice della Strada
Infine nel paese dove in nome della sicurezza stradale  si spendono centinaia di migliaia di euro per costruire marciapiedi che non portano da nessuna parte e che non servono a nessuno, dove i pali della luce in proporzione hanno superato quelli di N.Y. non riescono a trovare pochi euro per sostituire i segnali scoloriti nonostante il gravissimo incidente che si verificò proprio in quel punto.



L'intervista per il momento si conclude quì e non si cambia mestiere perchè è una pacchia. Si spera tanto anche se la speranza è ultima a morire che gli automobilisti ora abbiano le idee più chiare dopo questa intervista che vede la satira quale strumento unico per migliorare le cose.
Grazie Magnifico e per ultimo invitiamo tutti al paesello dove se corri troppo ti pagano le multe.


venerdì 30 ottobre 2015

Alcune sigle per la depurazione delle acque reflue e i valori di riferimento previsti dalla Normativa vigente

B.O.D. 5 (Biochemical Oxyge Demand)
Misura la richiesta biologica di ossigeno ovvero la quantità di ossigeno consumato in mg/l, durante alcuni processi di ossidazione di sostanza organica in 5 giorni.
Si determina l'O2 disciolto nei campioni d'acqua in esame prima e dopo un periodo di incubazione al buio, a 20°C , per 5 giorni in presenza di una data flora batterica. Quindi il valore del BOD 5 espresso in mg/l di ossigeno è determinato come differenza tra i contenuti di O2 nei due campioni, prima e dopo il periodo di incubazione. L’analisi del BOD 5 indica il contenuto di sostanza organica biodegradabile, presente negli scarichi idrici, espresso in termini di quantità di ossigeno necessario alla degradazione da parte di microrganismi. Il parametro rappresenta un indicatore del potenziale di riduzione dell'ossigeno disciolto nei corpi idrici ricettori degli scarichi con possibili effetti ambientali negativi.






C.O.D. (Chemical Oxygen Demand)
Il COD misura la quantità di ossigeno utilizzata per l'ossidazione di sostanze organiche e inorganiche contenute in un campione d'acqua a seguito di trattamento con composti a forte potere ossidante. la richiesta chimica di ossigeno consumato per l’ossidazione delle sostanze organiche ed inorganiche in un campione d’acqua si misura in mg/l di O2 . Il COD ci da un’indicazione del contenuto totale delle sostanze organiche ed inorganiche ossidabili e quindi della contaminazione antropica.
Questo parametro, come il BOD 5, viene principalmente usato per la stima del contenuto organico e quindi del potenziale livello di inquinamento delle acque naturali e di scarico. Un alto valore di COD di uno scarico comporta una riduzione dell'ossigeno disciolto nel corpo idrico ricettore e quindi una riduzione di capacità di autodepurazione e di sostenere forme di vita.


 Un corso d'acqua incontaminato ha solitamente valori di BOD5 minori di 1 mg/l. Un torrente moderatamente inquinato avrà valori di BOD5 fra i 2 e gli 8 mg/l. L'acqua di scarico trattata efficacemente da un impianto di depurazione acque reflue avrà valori di BOD di circa 20 mg/l.Per quanto riguarda il COD  lo scarico in acque superficiali (Torrenti, fiumi ecc.) il limite ammesso è pari a 125 mg/L (D.Lgs.152/06 )

 Per le Unità facenti colonia in sede di autorizzazione allo scarico dell'impianto per il trattamento di acque reflue urbane, da parte dell'autorità competente andrà fissato il limite più opportuno in relazione alla situazione ambientale e igienico sanitaria del corpo idrico recettore e agli usi esistenti. Si consiglia un limite non superiore ai 5000 UFC/100 mL. 

I valori limite previsti dal D.lgs 152 del 2006. Tabella 1 Allegato V





Tabella 2 




giovedì 22 ottobre 2015

La Ebike alimentata ad Idrogeno - 30 grammi di gas per produrre elettricità

Linde ha testato il primo prototipo di ebike a idrogeno. Niente pacco batterie, al suo posto una ricarica di H2 e una fuel cell per produrre elettricità.
Al posto delle batterie una ricarica di idrogeno e una fuel cell capace di produrre l’elettricità per la pedalata assistita. Si tratta della H2 bike, o meglio di un prototipo di ebike funzionante, che utilizza circa 30 grammi di gas contenuto in una bombola e l’ossigeno dell’aria, per produrre elettricità.

h2 bike 2
L’ebike durante una prova in Germania. Foto Linde Group.

Realizzata dagli ingegneri del gruppo Linde, multinazionale tedesca impegnata nello sviluppo della tecnologia a idrogeno, la ebike è capace di percorrere fine a 100 chilometri con un pieno, praticamente a zero emissioni.

“Linde sta sperimentando nuove e non convenzionali idee per contribuire a diffondere la commercializzazione dell’idrogeno come tecnologia pulita”, ha spiegato Wolfgang Büchele, amministratore delegato di Linde Group. “Con la H2 bike abbiamo dimostrato che i benefici della mobilità a idrogeno non sono ristretti alle auto, ma che le bici sono un’altra interessante applicazione”. Il Gruppo infatti è fortemente impegnato nello sviluppo di questa tecnologia, sia nella produzione sostenibile del gas, sia nella creazione di una rete di ricarica, rapida e sicura.

Naturalmente, come sottolinea la stessa azienda, l’idrogeno deve essere prodotto con energia da fonti rinnovabili, perché questo sia energeticamente e ambientalmente sostenibile, così come avviene ad esempio all’Energiepark Mainz in Germania dove Siemens, in collaborazione con la stessa Linde, ha realizzato una centrale per la produzione di idrogeno da eolico. Qui il gas viene prodotto sia per utilizzarlo come combustibile, sia per stoccare l’energia in eccesso proveniente dalle vicine centrali eoliche, oltre che per produrre energia elettrica laddove ci sia più richiesta.

h2 bike
H2 bike. Foto Linde.

Utilizzando la tecnologia a idrogeno, inoltre, viene meno la necessità delle batterie al litio, spiega il Gruppo in una nota, che a fine vita comunque dovrebbero essere processate e trattate per non diventare rifiuti pericolosi.

Per ora si tratta di una serie limitata, realizzata in poco più di tre mesi. Ma c’è da giurare che presto anche le ebike a idrogeno potrebbero entrare a far parte della nostra vista quotidiana.

domenica 18 ottobre 2015

A Monte San Giovanni Campano l'acqua è razionata come fu razionata a MASADA.

Il 2015 è  l'anno che deve essere ricordato per il razionamento idrico più lungo della storia di Monte San Giovanni Campano. Neppure durante il II Conflitto Mondiale si è verificato il razionamento dell'acqua potabile per un periodo di 6 mesi tanto è vero che  ora riescono  a somministrare acqua per 4 ore al giorno nel Capoluogo e in alcune parti del Comune la distribuiscono con iniziative fantasiose. Da Maggio 2015 con mille scuse è in atto un vero e proprio razionamento dell'acqua che ufficialmente doveva coincidere con la stagione estiva e come ben specificato dall'ordinanza sindacale il razionamento venne istituito anche per colpa dei Cittadini che ne facevano  uso improrio (Cittadini approfittatori).


Visti questi presupposti pseudo politici e fantasiosi  della New Economy Monticiana   il servizio idrico integrato  disponibile per i Monticiani riporta alla mente la tristezza dell'assedio contro la   Città di  MASADA durante la guerra Giudaica vinta da Lucio Flavio Silla.


Monte San Giovanni Campano è un paese della Ciociaria (Provincia di Frosinone o forse dell'hinterland di MASADA) di circa 13000 abitanti che paga profumatamente il servizio di distribuzione idrica detto integrato perchè teoricamente dovrebbe riguardare l'approvvigionamento dell'acqua potabile, il servizio fognario per le acque reflue, il riuso delle acque pluviali e la depurazione delle acque reflue. Dovrebbe perchè così non è in quanto il servizio idrico integrato va oltre il termine di scadente ed è meglio rappresentato con quattro parole: Inefficiente, inefficace , dispendioso e grottesco per la sua sostenibilità.
Dall'inizio dell'epoca Repubblicana e quindi dal lontano secondo dopoguerra  tutte le amministrazioni non sono riuscite a risolvere il problema della carenza di acqua potabile pur avendo la soluzione sotto i piedi perchè il territorio è ricchissimo di acqua nelle sue viscere.
La politica locale meglio rappresentata dai politici locali che hanno pensato ad altro come ad esempio al divide et impera per assicurarsi la gestione del potere non è riuscita ad approfittare  della situazione neppure quando è iniziato lo sfruttamento economico dell'oro blu e di fatto pur disponendo di tanta acqua nel sottosuolo ha costretto la popolazione a condizioni di vita degne delle aree subsahariane che hanno in uso lo stesso regime di distribuzione di acqua potabile. Nei paesini  più sperduti al confine tra Libia e Algeria  già nel 1992 erano assicurate alcune ore al giorno di acqua.


La situazione attuale che combacia perfettamente con quella pregressa:
- L'acquedotto è un colabrodo con perdite occulte e stradali di ogni tipo tamponate da riparazioni anti economiche che stanno facendo arricchire le ditte chiamate  a continui lavori manutentivi per i guasti che hanno una frequenza spaventosa.
- La rete fognaria oltre ad essere incompleta non presenta un sufficiente sdoppiamento per le acque pluviali che vengono condotte per la maggior parte a quelle strutture che dovrebbero depurare le acque nere. E' utile dire che quando ci sono le riparazioni delle fogne l'azienda che gestisce il servizio idrico integrato dovrebbe mandare almeno un interprete e traduttore perchè gli operai parlano tutte le lingue tranne che l'Italiano ma non per colpa della globalizzazione. L'impiego di queste ditte fenomenali che praticano la manutenzione dovrebbero essere rapportato alle Nazioni Unite quale esempio di integrazione tra i popoli ma d'altro canto questa integrazione così spinta tra gli operai che si capiscono tra loro con una lingua sconosciuta dei segni e da poco avvezzi all'uso degli strumenti di lavoro cozza con i bisogni dei Cittadini Indigeni che non li capiscono. Risultato? Un casino che non finisce più ogni volta che c'è un lavoro manutentivo attiguo ad una abitazione. Spesso accade che durante le riparazioni  c'è la momentanea sospensione della Legge 104 e di tutti i diritti Costituzionali sulla libertà delle persone compreso quello di Schengen sulla libera circolazione dei Cittadini Europei  sul territorio dell'Unione e senza preavviso.
- La depurazione delle acque poi è a dir poco una filosofia e chi si è inventato la formula non scritta ma di fatto applicata  "PAGARE PER INQUINARE" contro ogni legge vigente sul terrirtorio della Repubblica Italiana e dell'Unione Europea dovrebbe essere proposto al premio Nobel per l'Economia come dovrebbe insegnare all'Università perchè una cosa del genere poteva essere inventata solo in Italia e solo in provincia di Frosinone e solo dai politici locali che di certo verranno ricordati come il "gatto" nella coppia di personaggi il gatto e la volpe del libro di  PINOCCHIO.
In buona sostanza se ne è accorta persino l'Unione Europea (a 2500 Km di distanza) che i depuratori non funzionano e/o sono insufficienti mentre le Istituzioni locali brancolano nel buio e quando non brancolano giocano alle tre scimmiette sfruttando in modo rocambolesco cavilli burocratici perditempo (accesso agli atti)  e macchinose nonchè fantasiose soluzioni perditempo nel dare informazioni come il ricorso al TAR . Manco a dirlo Monte San Giovanni Campano è presente nominalmente come Comune responsabile nelle INFRAZIONI comminate all'Italia per la depurazione delle acque che sono sfociate nella condanna della Suprema Corte di Giustrizia Europea. Nonostante ciò vengono esatte ai Cittadini somme che dovrebbero essere destinate alla depurazione ma che di fatto , per un meccanismo perverso, non vengono utilizzate per le criticità locali tanto è vero che la depurazione continua ad essere inefficace con tutto quello che ne consegue per l'Ambiente, per la salute dei Cittadini , per le biodiversità e per la Sostenibilità.


Dopo questo breve riassunto la deduzione: Con il servizio idrico integrato che  è scadente, inefficace, inefficiente e dispendioso i Cittadini hanno in cambio solo disagi, pagano per inquinare  la propria terra e subiscono perfino l'uso delle società di recupero crediti  se osano NON pagare per   ribellione. Tutto questo avviene  con  danno certo al territorio, con il pericolo per la popolazione , in barba alla sostenibilità sbandierata in ogni dove e con la benedizione dei politici locali in un marasma e una confusione INDEGNI di una Nazione che si definisce CIVILE.

martedì 13 ottobre 2015

martedì 6 ottobre 2015

Milano Expò - La Regione Lazio promuove l'olio extravergine d'oliva DOP mentre in provincia di Frosinone con l'olio ci condiscono le chiacchiere.

L’olio extravergine di oliva è un’eccellenza di buona parte  Lazio , che esclude le province di Frosinone e Roma, e anche un simbolo importante in termini di storia, cultura e sostenibilità. Il 2, 3 e 4 ottobre la Regione ha portato  tutto questo all’Expo a Milano.

 L’obiettivo principale di “Lazio Terre dell’Olio”, progetto della Regione che rientra in un’iniziativa nazionale più ampia, è proprio quello di valorizzare i territori di appartenenza delle 4 DOP dell’olio del Lazio: Canino (VT), Colline Pontine (LT), Sabina (RI) e Tuscia. (VT)



Protagoniste dell’iniziativa le tradizioni alimentari delle tre Province




connesse al tema dell’olio, con l’obiettivo di tutelare la vocazione del territorio, incentivare il turismo e l’ospitalità, sostenere le imprese olivo-oleicole ed educare alla corretta alimentazione. Per questo la Regione ha predisposto dei percorsi turistici tematici e attivato sportelli informativi in cui ricevere informazioni sui siti da visitare e le aziende in cui acquistare l’olio extra vergine di oliva.
Questi gli itinerari del progetto "Lazio Terre dell'Olio":
 Itinerario DOP Canino lungo il “territorio farnesiano”, in località come Nepi, Ronciglione e  Caprarola, per rivivere il Medioevo tra i vicoli tipici, le chiese romaniche e le rocche castellane costruite in posizione panoramica su colline di tufo.

Itinerario DOP Colline Pontine: dalla città dei butteri Cisterna di Latina al golfo di Gaeta passando per le rovine archeologiche dell’antica Norma e il monumento naturale Giardino di Ninfa.

Itinerario DOP Sabina: dalla Sabina romana alla Sabina reatina alla scoperta di Palombara Sabina, Nerola, l’Abbazia di Farfa e il Museo dell’olio di Castelnuovo di Farfa, con diramazione verso le Ville di Tivoli – Sito Unesco.

Itinerario DOP Tuscia: dall’etrusca Tarquinia (con escursione alla necropoli di Cerveteri) al lago di Bolsena e Civita Castellana e al Parco dei Mostri di Bomarzo.

Le Camere di Commercio e l'Arsial forniranno assistenza alle imprese del territorio per individuare sia i prodotti sia le modalità di vendita più congeniali con particolare attenzione verso gli acquirenti internazionali che potranno trovarsi in Italia in occasione di Expo.

Il progetto è stato realizzato insieme a Unioncamere Lazio, Camera di Commercio di Viterbo, Rieti e Latina, Arsial, LazioInnova, Azienda Romana Mercati oltre al Miur il Mattm e il Mibact con il supporto di Invitalia.
Logicamente la Regione Lazio promuove quello che ha a disposizione per l'eccellenza mentre i politici locali della provincia di Frosinone continuano a far vetrinetta con l'olio d'oliva improvvisando inutili sagre e degustazioni dal sapore retrivo spendendo denaro pubblico che potrebbe essere utilizzato per il giusto riconoscimento COMUNITARIO e LEGALE che merita la produzione olearia nostrana.

In tutta questa differenza di valorizzazione del territorio c'è solo da dire che nelle province di Rieti, Viterbo e Latina hanno saputo fare meglio che in provincia di Frosinone ma forse da noi è più indicata la Sagra della Pecora!  come sanno cucinare le pecore e come  sanno raccontare la tarantella in Ciociaria non lo sanno fare da nessuna parte.
C'è da dire però che la Regione Lazio ha ben individuato il progetto per la Provincia di Frosinone con la valorizzazione dei Cammini di Fede perchè i progettisti hanno capito benissimo che da queste parti si prega tanto nella speranza che prima o poi accadrà un MIRACOLO per i Comuni che contano solo disoccupati.


lunedì 5 ottobre 2015

La doglianza - BASTA CON L'ACQUA RAZIONATA!

Che il Blog Free Monte sia un punto di riferimento per tante famiglie è fuori luogo! questo diario di tanto in tanto riporta anche lo spaccato della vita di tutti i giorni e tra i tanti episodi che avvengono a Monte San Giovanni Campano colpisce il risentimento di molte famiglie che si sono stufate di avere l'acqua razionata. Colpiscono le frasi: "Siamo in quattro con 500 litri di acqua al giorno perchè quando al mattino c'è l'acqua noi siamo a lavoro e i bimbi a scuola" ...anche... "E' andata meglio nel mese di Agosto perchè stavamo a casa e potevamo gestire meglio la situazione" ...ancora..." Il Comune dovrebbe modificare il regolamento edilizio e permettere l'installazione dei serbatoi sui tetti del Capoluogo perchè in case come la nostra si sono potuti installare solo serbatoi da 500 litri" ...e continuano... "Se si mette la lavatrice e si fa il bagno ai bambini poi si rischia di rimanere senza acqua per la casa e per i bisogni personali" e dopo... "Perchè dobbiamo bere l'acqua del serbatoio se la paghiamo così cara" ed infine... "Il sazio non crede al digiuno". Riflessioni che dovrebbero far meditare sulla condizione subsahariana in cui sono costrette a vivere le famiglie dove  alla carenza idrica  viene aggiunta la beffa! Non solo c'è l'acqua razionata senza alcun preavviso in quanto l'ultimo avviso di razionamento è stato emanato per l'estate passata ma subentra anche il fatto che TUTTE le famiglie hanno dovuto sopportare la spesa per installare il serbatoio per l'acqua e la necessaria pompa di sollevamento che produce la pressione necessaria per far funzionare gli elettrodomestici (lavatrice, scaldabagni, caldaia per il termosifone quando si abbassa la pressione e lavastoviglie) come si sono dovute accollare le spese per la modifica dell'impianto idraulico e la manutenzione del serbatoio di stoccaggio.



Come nel film Lawrence d'Arabia

Di fatto ed è incontrovertibile  che questo tipo di gestione molto approssimativo è inequivocabilmente "insostenibile" perchè obbliga ad un aumento del consumo energetico e all'acquisto di acqua imbottigliata con aumento della quantità di nettezza urbana e dei suoi costi che in un circolo VIZIOSO tornano sempre nelle spese delle famiglie anche sotto forma di tasse come l'IVA applicata all'energia elettrica e la TARI. Se poi si guarda l'aspetto Ambientale c'è da dire che gli aumenti del consumo di energia elettrica e  di acqua imbottigliata in bottiglie di plastica producono l'aumento della CO2 equivalente che manco a dirlo si ripercuote sempre sui CITTADINI sotto forma di inquinamento.
I politici dormono sonni tranquilli con i loro accordi  contratti con   il gestore idrico e i Cittadini  sopravvivono su un lago immenso di acqua potabile. Ironia della sorte nelle profondità della terra Monticiana c'è tanta acqua potabile e la gente in superficie ne soffre l'assenza.


domenica 27 settembre 2015

Il fiume Amaseno spostato per conoscenza politica ed esigenza turistica

Ma gli è morta la maesta alla scuola elementare?

Quando la politica fa le cose tanto per farle e per mero tornaconto di vetrinetta pubblica accade anche questo: Sono stati capaci di collocare l'Abbazia di Casamari nella Valle del Fiume Amaseno senza sapere che la valle indicata relativa al Fiume Amaseno si trova da tutt'altra parte della Regione Lazio.
La scheda del magnifico percorso della Via Benedicti tracciata sul sito http://www.viabenedicti.it/index.php… per il progetto cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento dello sviluppo e la Competitività del Turismo, che riporta anche il logo della Regione Lazio, indica la “Valle del Fiume Amaseno” nei pressi dell'Abbazia di Casamari (FR).




Il fiume Amaseno nasce da un'altura denominata Monte Quattordici (447 m) in provincia di Frosinone, in una zona compresa tra i comuni di Amaseno e di Castro dei Volsci. Si dirige a ovest percorrendo una valle chiamata valle Fratta nel bacino di Amaseno fino a lambire il paese di Amaseno; riceve quindi da sinistra alcuni torrenti che scendono dai Monti Ausoni. Segna per breve tratto il confine tra le province di Frosinone e Latina per poi entrare definitivamente in quest'ultima, dove subito riceve da destra l'apporto idrico del Fosso di Monteacuto e del Rio di Roccagorga. Continua il suo corso bagnando Priverno dove devìa bruscamente verso sud entrando nell'Agro Pontino presso l'Abbazia di Fossanova. Dopo un percorso di circa 40 km si incontra col fiume Ufente e col canale Linea Pio VI presso la località Ponte Maggiore, dando vita al fiume Portatore che a sua volta in località Porto Badino sfocia nel Mar Tirreno.
Il fiume Amaseno è stato confuso senza ombra di ragionevole dubbio con il TORRENTE AMASENO che scorre proprio davanti all'Abbazia di Casamari.
Il torrente Amaseno è un microscopico torrente alimentato da alcune sorgenti e dagli impianti di depurazione per lo più insufficienti e malfunzionanti dei Comuni di Veroli e Monte San Giovanni Campano che nel tempo somiglia sempre più ad un collettore fognario. Con i suoi reflui dai depuratori e acqua sorgiva è affluente del Fiume Liri in località Campolarino di Monte San Giovanni Campano. Esso ha l'idronimo “restituto”, cioè un nome latino che poi era stato dimenticato nel medioevo e ripristinato in base a fonti letterarie in età moderna. Dopo l'Unità d'Italia fu recuperato il nome AMASENO e utilizzato per indicare il torrente che le popolazioni locali prima conoscevano diversamente.




mercoledì 23 settembre 2015

Cacciatori e/o bracconieri

La caccia è originariamente l'attività per il sostentamento, praticata dall'uomo. La pratica di catturare o abbattere animali,  in principio per l'approvvigionamento di cibo, pelli o altre materie, successivamente si è modificata per altri fini: a scopo ricreativo, commerciale e politico per la presenza di lobby che in modo strano tutelano i propri interessi economici dando in cambio sostegno ai politici famelici di consensi a pacchetto di voti.
Il cacciatore è colui che pratica la caccia con le autorizzazioni concesse dalle Autorità preposte ed è soggetto al rispetto delle leggi che tutelano gli animali, le persone e i luoghi mentre il bracconiere è colui che pratica la caccia in modo illegale e non autorizzato. La differenza è sottile e di mero interesse legale perchè anche il cacciatore autorizzato diventa bracconiere quando non rispetta le regole ad esempio quando spara ad un animale non protetto, non consegna a fine anno il tesserino venatorio, esce a caccia quando ci sono le precipitazioni nevose ecc ecc.
Il mancato rispetto delle regole comportamentali imposto dalle leggi come la mancanza di etica comportamentale e la presunzione di essere potenti perchè si ha la l'uso delle armi non autorizza il cacciatore e/o bracconiere a sparare vicino alle abitazioni come non li autorizza a portare le armi in luoghi pubblici o a trasportarle in auto senza custodia e presumibilmente cariche.
Chiunque se vede un cacciatore su una pubblica via, vicino casa, o in un bar con le armi a tracolla o imbracciate si può sentire minacciato perchè le armi non debbono essere pronte all'uso e non debbono essere facilmente pronte all'uso durante il loro trasporto per nessuna ragione al mondo.
La pratica comune di trasportare a braccio la doppietta aperta è una pratica NON consentita lungo qualsiasi tipo di strada, nei bar, nelle aree verdi, vicino alle case, vicino ai luoghi di lavoro, in mezzo alla gente, nelle eventuali discussioni che possono nascere per qualsiasi motivo.


Chi detiene, usa e treasporta armi è soggetto al rispetto delle leggi che sia cacciatore e/o bracconiere o persona autorizzata alla detenzione e uso tanto è vero che il porto d'armi viene concesso per diversi scopi quali ad esempio: Uso venatorio, uso tiro sportivo, per difesa personale.

Se si legge l’art. 21 della legge sulla caccia, lettere da a) ad e), si vede che esso regola l’esercizio venatorio in certi luoghi: è vietato l’esercizio venatorio in molti luoghi (parchi, oasi, aie, aree sportive, ecc.) nonché sulle strade carrozzabili e nel raggio di 50 metri da esse.
Alla lettera f) si fissano invece le distanze di sicurezza entro cui non si può sparare in direzione di determinati obiettivi. Alla lettera h), infine, si stabilisce che all’interno dei centri abitati e delle altre zone in cui è vietata l’attività venatoria (termine questo che dovrebbe corrispondere all’esercizio venatorio, appena visto), nonché a bordo di veicoli di qualunque genere (anche di una bicicletta quindi) e ovunque e sempre nei giorni in cui non è consentita la caccia, è vietato il trasporto di armi, salvo che esse siano scariche e in apposta custodia
.

 
Potrebbe essere una soluzione quella di dotare al loro interno di un rilevatore gps tutte le armi presenti sul territorio della Repubblica Italiana con l'accorgimento di invio segnalazione una volta che l'arma viene spostata dal suo domicilio per seguirne tutto il tragitto fino al rientro nel suo domicilio.


sabato 19 settembre 2015

Thunder Power, l’elettrica da 650 km disegnata da Zagato



Proprietà taiwanese, produzione cinese, ingegneria europea, design italiano. Un nuovo attore si presenta al mondo dell'auto con una vettura sportiva ad alte prestazioni, rigorosamente elettrica





Seicentocinquanta chilometri di autonomia in modalità elettrica. Una percorrenza di 300 con una ricarica di mezz’ora. A pochi metri di distanza dallo stand Tesla, e in un padiglione poco distante da quello in cui la Porsche ha esibito la fotografatissima concept Mission E (600 chilometri di raggio d’azione e 80% del pieno di energia in 15 minuti), la praticamente sconosciuta Thunder Power ha messo in vetrina un modello che potrebbe “sconvolgere” gli equilibri a zero emissioni.
L’operazione Thunder Power è planetaria: proprietà taiwanese, produzione cinese, ingegnerizzazione paneuropea, design italiano. Un dato interessante è quello sul prezzo, quasi la metà della Tesla Model S: 65.000 dollari per l’entry level, che debutterà in Cina nel 2017 (anche se tra comunicazioni verbali e i comunicati stampa non c’è piena coerenza). Con il 2018 è fissato il lancio anche nel Vecchio Continente. Potentissimi i motori previsti: 230 e 320 kW (ossia 313 e 435 CV) con una coppia di 320 e 560 Nm rispettivamente. L’accelerazione da 0 a 100 di cui viene accreditata la filante sedan è di 6 e 5 secondi, con velocità di punta di 215 e 250 km/h. Una berlina decisamente sportiveggiante, insomma. Almeno sulla carta.
In una parte più nascosta dello stand, c’è una declinazione da competizione del modello: a trazione integrale e costruita sulla medesima piattaforma per veicoli elettrici della berlina. Sugli interni – che presentano una suggestiva plancia con un grande schermo orizzontale – Zagato ha fatto sapere di voler ancora lavorare. Le batterie ad alta densità agli ioni di litio verranno piazzate sul fondo della vettura per mantenere un baricentro basso e distribuire i pesi, che non sono indifferenti: si parla di 2.000 chilogrammi. Thunder Power annuncia un sosfisticato sistema di controllo della batteria e un “innovativo sistema di bilanciamento della carica” in grado di rallentarne l’invecchiamento.
Esattamente come una rondine non fa primavera, un prototipo non fa volumi. E tuttavia il progetto Thunder Power è interessante perché c’è parecchia Italia coinvolta. Zagato si occupa del design, poi ci sono Dallara e OZ. Tra i manager c’è Peter Tutzer, in passato direttore tecnico del gruppo Lotus, a capo dell’ingegnerizzazione della Bugatti Veyron e alle dipendenze del gruppo Valsella per il quale si era occupato di piani per Fiat e PSA
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