sabato 7 marzo 2015

Monte San Giovanni Campano - La mancanza del regolamento per la raccolta differenziata procura danno all'Erario

La mancata effettuazione della raccolta differenziata Art. 181 D.Lgs 152 del 2006 , obbligatoria per legge "comporta un danno all'Erario quantificabile nella differenza tra gli introiti ottenibili dalla vendita dei rifiuti differenziati e quelli effettivamente incamerati" Cit. Corte dei Conti.
Inoltre i dati del rapporto ISPRA (istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) del Ministero dell'Ambiente , della Tutela del Territorio e del Mare "mostrano come inequivocabilmente che all'aumentare della percentuale di raccolta differenziata decresce il costo complessivo della gestione dei rifiuti" (ISPRA).


Il Comune di Monte San Giovanni Campano NON  ha emesso il regolamento per la raccolta differenziata e in sua vece ha emesso una guida con indicazioni sommarie che tra le atre cose non prevede la disciplina dei mercati di frazione, delle sagre, delle feste civili, di quelle religiose e delle pubbliche manifestazioni con il risultato finale che durante  tutte le manifestazioni elencate non viene effettuata la raccolta differenziata. Oltre a non aver emesso il  regolamento ha omesso di indicare anche le modalità per il conferimento e il luogo di conferimento con il risultato finale che il territorio al termine dei mercati e degli eventi risulta imbrattato e necessita di ulteriore spesa per essere ripulito. Oltre al danno di immagine del paese per la permanente problematica sui rifiuti abbandonati facilmente dimostrabile con l'oceanica pubblicazione sui quotidiani locali si rappresenta il cattivo esempio di sperequazione sia economica che nel trattamento tra cittadini utenti con la palese percezione che la Legge non sia  uguale per tutti.




Fermo restando quanto premesso il regolamento per la raccolta differenziata eviterebbe di fatto il danno all'Erario e potrebbe contenere anche le famose riduzioni sulla bolletta che spetterebbero ai Cittadini virtuosi capaci di ridurre la quantità di rifiuti conferiti.
Eviterebbe quindi la continua e permanente sperequazione nei confronti di tutti quegli utenti che pur non conferendo l'umido destinato all'alimentazione animale o all'arricchimento dei terreni sono costretti a pagarlo sulla bolletta.
Quella rappresentata è solo la parte della raccolta differenziata che invece di procurare entrate all'Erario rappresenta un danno esattamente quantificabile dal mancato incasso proveniente dalla vendita dei rifiuti differenziati. Oltre al danno la beffa dovuta alla maggiore spesa per ripulire le aree degli eventi e per la  raccolta e smaltimento dei rifiuti indifferenziati in quelle aree.

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