lunedì 31 ottobre 2016

MSGC - Il paese che vorrei.

Monte San Giovanni Campano lo vorrei come luogo dove terra e cultura siano più considerate rispetto al cemento e agli uffici con prodotti tipici da consumare ogni giorno.
Per ottenere il paese che vorrei si potrebbe iniziare con il
Sistemare le strade , togliere le buche, restaurare i paesaggi, le pozze d’acqua per gli animali, ripulire il fiume e il torrente.
Fare buoni vini , buon pane e buon latte latte. Imparare a fare il formaggio.
Dare ai giovani le terre demaniali. Coltivare un pezzo di terra.
Essere scrupolosi, ma farsi tentare dalla fantasia, dall’impensato.
Avere cura che le giovani leve imparino a cucinare e a fare lavori manuali.
Adottare un luogo e prendersene cura.
Passare ogni giorno un po’ di tempo vicino a un animale (questo punto è senza ironia)
Il nostro Comune dovrebbe avere un piano regolatore del suo paesaggio che dovrebbe essere applicato senza escamotage o con modalità elusive. Un piano dove siano previste zone inoperose, in cui non si fabbricano case e dove la Natura possa sbizzarrirsi.
Il nostro piccolo paese dovrebbe essere esentato dall’Imu per le persone che abitano nei due Centri Storici
Stare all’aria aperta almeno due ore al giorno.
Ascoltare gli anziani, lasciare che parlino della loro vita.
Nel nostro paese le scuole dovrebbero essere aperte la mattina per i ragazzi e la sera per gli adulti.
Riattivare la vita comunitaria. Ci dovrebbe essere il museo della civiltà contadina ci dovrebbero essere dei luoghi in cui i ragazzi possano apprendere vecchi mestieri: fare un cesto, una sciarpa, potare un albero ma anche dei luoghi dove i ragazzi possano restare al passo con i tempi.
Viaggiare nei dintorni per conoscere interamente il territorio.
Incontrare delle persone che sappiano sverniciare la nostra modernità incivile.
Costruirsi delle piccole preghiere personali e usarle. Esprimere almeno una volta al giorno ammirazione per qualcuno.
Svegliarsi ogni tanto per vivere la notte.
Uscire all’alba almeno una volta al mese.
Comprare gli alimenti da chi li produce e fare la spesa nei piccoli negozi.
Riportare gli animali nei paesi. Un paese in cui non ci sia un uovo fresco non ha senso.
Trasformare la biblioteca Comunale in libreria comunale in cui si vendono i libri a prezzo ridotto.
Stabilire che in ogni consiglio comunale ci debba essere come primo punto all’ordine del giorno un’iniziativa culturale. Riportare le feste patronali alle antiche tradizioni.
Dire quello che vediamo assai più di quello che pensiamo.
Regalare almeno un libro la settimana, magari dopo averlo letto.
Mettere una tassa di trentamila euro per ogni nuova casa con la cifra destinata agli anziani e ai diversamente abili.
Stabilire gemellaggi tra i paesi interni e quelli della costa.
Incentivare la spesa del gas e del gasolio da riscaldamento nei periodi più freddi.
Dare incentivi a chi abbatte edifici incongrui o a chi restaura la propria casa rendendola più adatta al contesto storico e paesaggistico.
Obbligarci ad avere un’isola pedonale in funzione tutto l’anno.
Dare attenzione a chi cade e aiutarlo a rialzarsi, chiunque sia.
Abituare i cittadini a un uso limitato della macchina.
Diminuire l’uso della plastica e degli imballaggi. Fare una vera raccolta differenziata e stimolare azioni locali di recupero e riciclaggio dei materiali.
Stabilire che l'amministrazione comunale faccia un’assemblea pubblica ogni sei mesi sulle scelte riguardanti la comunità.
Piantare alberi da frutta , mettere almeno una fontana pubblica in ogni frazione e recuperare le sorgenti di superficie dotandole di biopiscine per l'estate.
Abituare i cittadini a fare un manifesto in cui si annuncia la nascita di un bambino per pareggiare il conto con i defunti.
Il futuro dei luoghi sta nell’intreccio di azioni personali e civili. Per evitare l’infiammazione della residenza e le chiusure localistiche occorre abitarli con intimità e distanza. E questo vale per i cittadini e più ancora per gli amministratori. Bisogna intrecciare in ogni scelta importante competenze locali e contributi esterni. Intrecciare politica e vita attiva, economia e cultura, scrupolo e utopia.

giovedì 27 ottobre 2016

MSGC - Il Centro per i profughi

La notizia non è ancora certa ma è bastato pochissimo per aizzare i neuroni di un gruppo sparuto di Monticiani che si sono proposti come capi bastone per una fantomatica rivolta contro l'arrivo dei profughi a Colle San Marco già soprannominato dai locali Quartiere Africano.
Dunque 4/5 abitanti di "Viale Nelson Mandela" (è stata ribattezzata così la via che porta alla sommità del Colle San Marco) e di Via  Eritrea ( Strada che  passa davanti agli Uffici Tecnici Comunali) si sono innervositi per la notizia comparsa sui giornali relativa ai profughi che potrebbero arrivare.
Caso strano è che le stesse persone si innervosiscono su una cosa non certa mentre stanno zitte quando vengono trattate in malo modo da gente che senza mezzi termini usa espressioni RAZZISTE allo stato puro contro tutti i Monticiani. Il consiglio è di innervosirsi sempre altrimenti si crea il presupposto per diventare Leoni con i deboli e COGxxxONI con i forti. 
Per ultimo il genitore di tutti i consigli: Prendete una bella camomilla!


FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: MSGC - La Protezione Civile serve prima ai vivi e ...

FARE VERDE ONLUS Monte San Giovanni Campano (FR) -: MSGC - La Protezione Civile serve prima ai vivi e ...: Fare Verde ribadisce che la Protezione Civile a Monte San Giovanni Campano non ha attuato opere di prevenzione per evitare il peggio al...

giovedì 20 ottobre 2016

La risposta di un vero Ciociaro all'Ing. Saccani di Acea Ato 5 spa

Passano gli anni e ancora esistono società che ci provano a frammentare l’Italia basandosi sul pregiudizio geografico e di conseguenza economico partendo da un principio demagogico di responsabilità sociale d’impresa e di nuovi obiettivi di sostenibilità.
Da Ambientalista quale sono non ho alcun problema a rispondere all’Ing Saccani di Acea Ato 5 Spa e  almeno per una volta gli voglio dire che risulta chiaro a tutti i Ciociari che l’Acea con un disegno preciso ha trasformato l’acqua bene comune in un bisogno da un costo esagerato. Insieme ad altre società è pronta a dividere l'Italia in 5 zone Nord- ovest, Nord-est, centro, Sud e Isole. Nel suo programma assurdo di divisione territoriale ed economica spuntano i nomi dei rappresentanti di Hera, A2A, Acea, Smat che, paradossalmente, sono gli stessi che sostengono il decreto Legge sui servizi pubblici locali che vieta la gestione pubblica per i servizi di rete, acqua inclusa. Tornando all’Ingegner Saccani… Non può venire dal Nord Italia ad insultare i Ciociari solo perché si considera superiore per luogo di nascità o mentalità.  Non ci può trattare male scrivendo cose del resto non vere e soprattutto non ha nessun diritto di descrivere il Sud Italia o il Centro Italia come luoghi dove è radicata una mentalità parassita. Ma l’Ingegner Saccani c’è venuto o ce l’hanno mandato in provincia di Frosinone ad attuare la politica della presunta rieducazione del popolo Ciociaro? Voglio ricordare che i Ciociari sono un popolo cordiale e ospitale ma quando quelli come lui esagerano i Ciociari si incattiviscono e diventano intrattabili. Di fatto l’Ingegner Saccani nella sua relazione offensiva ha omesso di rappresentare e di sottolineare che proprio Frosinone, invece, presenta il più basso tasso di morosità in termini di energia elettrica, gas e banche. Il problema è quindi esclusivamente relativo all'acqua. I motivi vanno ricercati non nella mentalità e nelle consuetudini del popolo Ciociaro che, visto il dato sovra citato risulta essere corretto, ma nella gestione del servizio idrico che risulta non conforme agli standard di sicurezza ambientale con impianti in stato di abbandono, bollette altissime, disservizi, perdite idriche della rete al 70%, razionamento idrico che creano enormi disagi ai consumatori. Da ciò derivano le contestazioni e in generale, un servizio carente su ogni fronte rende molte e forti le contestazioni da parte degli utenti. A questo punto e visto il pregiudizio per i Ciociari non mi resta altro che pensare a male e in questo caso alla politica del bisogno attuata da Acea che a parer mio per piegare la resistenza e le contestazioni ad un servizio idrico che definisco schifoso ci raziona l’acqua come punizione. I nfine i Ciociari non possono essere considerati cafoni tra le righe perché a parer suo hanno una mentalità diversa dalla sua o perché sono nati e abitano da un luogo diverso dal suo luogo di appartenenza geografica perché in questo caso la sua è discriminazione allo stato puro  in quanto indica e caratterizza una popolazione in base ad un pregiudizio basato sul discredito di una popolazione basato su fatti immaginari , su un  luogo geografico, su questioni  economiche , culturali e sociali che nulla hanno a che vedere con l'acqua e con i contenziosi economici di fronte all'Autorità Giudiziaria . Per tutto quanto l ho esposto  chiedo all'Ing. Saccani quello che i nostri rappresentanti della politica non sono capaci di chiedere: Torni nel suo amato Nord Italia perché da queste parti il suo tempo è scaduto dopo che ha sputato nel piatto in cui ha mangiato e dopo averci offesi tutti esclusivamente per il tornaconto dell’azienda che rappresenta. Per ultimo sappia che la Ciociaria è piena di Ingegneri e ce li abbiamo da sempre perfino da  quando più di  2000 anni fa i nostri avi liberarono  le vostre terre dagli Etruschi , vi portarono le leggi, i calzari e la civiltà.




domenica 9 ottobre 2016

MSGC - I NEMICI DI S. FRANCESCO E LA PECORA "MORTACCINA"

Ogni 4 ottobre si celebra la Festa di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia , 'fratello' degli animali e patrono di tutti gli ecologisti. Nel nostro Comune il Santo poverello si festeggia dopo il 4 Ottobre forse per non incappare nelle manifestazioni ecologiste che porterebbero tanti Monticiani di fronte a se stessi visto il degrado Ambientale che ci circonda e che peggiora di anno in anno. Tornando agli "animali veri" c'è un controsenso spettacolare che si evidenzia con la cottura della carne di pecora durante la festa al Santo fratello degli animali che fece del loro rispetto un esempio di vita tanto che scrisse il Cantico delle creature. Prima di andare avanti però c'è da definire la "pecora mortaccina" che viene servita durante le sagre e in questa ricorrenza che poco ha di religioso. In buona sostanza i pastori vendono esclusivamente le pecore che non servono più per la produzione di latte e agnelli perchè ampiamente sfruttate e considerate in fine carriera. Quali sono le pecore che vengono vendute? Sono pecore considerate mortaccine (prossime alla morte) che risultano affette da malattie croniche, macellate d'urgenza per un arto fratturato, dilaniate da un parto distocico, pecore mastitiche...insomma la schifezza della schifezza procurata dall'uomo per l'eccesivo sfruttamento a quello che prima era un animale florido. Siccome sono ottimista di natura penso che la carne di pecora che viene servita dalle parti nostre sia carne proveniente da animali in ottima forma che hanno deciso di suicidarsi per creare l'alibi perfetto ai nemici del Santo. Ma chi sono i nemici del Santo? Guardatevi intorno perchè mai come in questa occasione tutti quelli che mangiano e cucinano sorella pecora mortaccina sono nemici del Santo poverello. Almeno a Lui non è passato mai per la mente di uccidere un animale per festeggiare un esempio su come dovrebbero essere rispettati gli animali, la Natura e la vita sotto ogni forma. Ah! per ultimo sono nemici del Santo tutti i partecipanti che continuano a costruire abusivamente; quelli che li fanno costruire abusivamente, quelli che cementificano senza ritegno la Natura, quelli che fanno finta di niente di fronte all'inquinamento procurato dai nostri depuratori, quelli che usano i poveri per il proprio tornaconto procurandogli la perdita della dignità, quelli che seppeliscono i rifiuti, quell che abbandonano i rifiuti, quelli che fanno finta di non capire cosa sia il rispetto per la Natura, quelli che fanno fuoristrada non autorizzato, quelli che cacciano gli animali per il puro gusto di ucciderli, quelli che coltivano la terra inquinandola con sostanze chimiche, quelli che disperdono i diserbanti, quelli che cercano tartufi, funghi e aspargi distruggendo tutto e non vengono esclusi quelli che tagliano gli alberi secolari per farne legna da vendere. In tutto questo Buona festa a tutti gli Ecologisti che sono gli unici amici di San Francesco che di sicuro non mangeranno la pecora il giorno della Sua festa ... gli altri? Sono amici falsi che cercano solo opportunismo e visibilità durante i festeggiamenti e sono nemici di San Francesco soprattutto perchè non si pentono e non cambiano il loro becero stile di vita.


Esempio di pecora "mortaccina". Animale in scadente stato di nutrizone e produttività per eccessivo sfruttamento da parte dell'uomo.