mercoledì 21 gennaio 2015

I nonni vigili sorvegliano i bambini ma i nonni vigili chi li sorveglia?

Per l'ennesima volta il Comune ripropone i nonni vigili con l'avviso pubblico riservato alle persone anziane che hanno un'età compresa tra i 65 e i 73 anni per inserirli in attività di pubblica utilità.

 Questa attività di pubblica utilità consiste nell'attuare la sorveglianza all'uscita e all'entrata dalla scuola degli alunni che frequentano le scuole primarie e d'infanzia. Uno dei requisiti per rispondere all'avviso pubblico del Comune è quello di avere la patente B. Balza alla vista l'importanza che può avere un progetto del genere contro l'emarginazione di queste persone anziane come è palese  che queste persone prese da vicino al focolare domestico vengano messe per strada senza aver frequentato nessun corso di formazione. E' indubbio che il Codice della Strada ha subito modifiche sostanziali ed infatti è evidente che davanti alle scuole non esistono le zone di circolazione protette dette zone 30Km/h previste in Italia dal 1995 che consistono in percorsi pedonali, Cuscini Berlinesi che rallentano le 4 ruote ma non le due ruote, indicatori ottici ecc ecc. 


Non si riesce  a capire come un nonno vigile possa far limitare la velocità senza strumenti e senza essere addestrato a farlo; infatti ed è quello che accade spesso il nonno vigile funge da cartello di divieto di accesso (esposto al freddo o al sole cocente e alle intemperie) oppure da vero agente della stradale che impone l'alt con la paletta in modo pericolosissimo immediatamente a ridosso dei bambini. Visto che il Comune di Monte San Giovanni Campano incassa una marea di denaro dall'autovelox e in sua sostituzione dall'addizionale IRPEF per una questione di sicurezza dei bambini e degli anziani (bisogna guardare anche loro)


 che li sorvegliano potrebbe iniziare ad istituire le zone 30Km/h in modo reale e con tutti gli accorgimenti del caso e non la solita accozzaglia di segnali che spesso sono mal posizionati. Per ultimo le zone 30 come hanno già ben spiegato i Ministeri di competenza comporta un aumento della sicurezza stradale: abbassando la velocità dai 50 km/h ai 30 km/h si riduce di oltre la metà lo spazio di arresto e si aumenta il raggio del cono visivo di chi conduce il veicolo. Le statistiche indicano che nelle Zone 30 si riduce il numero di incidenti e di feriti, e le lesioni fisiche sono meno gravi. In Europa con la realizzazione delle zone 30 si è registrata una diminuzione del 42% del numero totale di incidenti e del 46% di quelli che hanno provocato morti o feriti gravi.
Con l’istituzione di una Zona 30 infine si riduce la fase di accelerazione dei veicoli, si è misurata una diminuzione del consumo di benzina (-15%) e delle emissioni inquinanti (-27% ossidi di azoto, -20% monossido di carbonio, -22% polveri sottili)

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