venerdì 30 gennaio 2015

Quando il luogo di culto diventa oggetto di propaganda elettorale

E' in continuazione che si leggono articoli sui giornali, si vedono raccolte di firme per non chiudere il Convento dei Cappuccini e si odono diatribe indicibili inventate di sana pianta per attirare l'attenzione su un problema che definire inesistente è poco. Di fatto la politica locale vorrebbe, tramite pressioni esterne praticate con una serie infinita di articoli sui giornali, lettere ai superiori della chiesa Cattolica e con la raccolta di firme, far tornare sui propri passi le decisioni già prese in piena autonomia dall'autorità ecllesiastica.



Per arrivare ai propri scopi che sono ben immaginabili come ad esempio quello di apparire schierati con i fedeli o meglio di apparire più credenti di altri in una sorta di corsa allo pseudo integralismo è  arrivata a scrivere cose senza senso.
Spicca nell'ultimo articolo pubblicato oggi la comunità "Francesca/Cappuccina" che somiglia più all'insalata "Barba di Frate" che non alla Famiglia Francescana voluta dal Santo Poverello di Assisi.
Sempre nello stesso articolo pubblicato sul quotidiano La Provincia di Frosinone viene indicata la presenza del Banco Alimentare che in quel luogo  è inesistente come associazione ed infatti è presente il Banco delle Opere di Carità e per finire viene attribuito ad uno degli ex parroci la paternità dell' istituzione benefica che distribuisce generi alimentari alle persone temporaneamente disagiate o fatte diventare tali proprio anche per le scelte politiche sbagliate.
Per una questione di chiarezza si vuole ricordare alla politica locale che il Banco delle Opere di Carità fu voluto fortemente da due persone completamente laiche e che credono nel principio di laicità dello Stato e della Costituzione Italiana; che l'adesione fu fatta pervenire all'allora Sindaco Avv. Antonio Cinelli; che lo stesso Sindaco di allora decise per convinzione che le opere di bene erano compito dell'Autorità Morale ; che suddetta autorizzazione  fu consegnata nelle mani di uno degli esponenti della Famiglia Francescana; che con tanta pazienza quest'ultimo dovette CONVINCERE (ci vollero più di 15 giorni) l'allora parroco a firmare per  accettare l'adesione a quella associazione che distribuiva generi alimentari di prima necessità di provenienza U. E.
Si nota poi nell'articolo la sparizione delle firme raccolte che servivano come leva per convincere chi di dovere a far restare aperto il Convento.
Si auspica che il Convento resti aperto e continui nella sua missione di PACE in un clima che non abbia ingerenza politica e che sia più vicino alle persone indigenti. Nello specifico risulta strano che la  politica  si proponga in difesa dei poveri quando non li ha  considerati neppure per sbaglio  nel momento in cui avrebbe potuto introdurre sgravi fiscali per la fascia degli indigenti.
Un comportamento così atipico e incoerente è segnale di interessi che esulano dalla Carità Cristiana ma che sono ben classificabili nell'opportunismo politico tipico dei giocatori di poker che praticano due regole: 1) Bluffare e 2) Piatto ricco mi ci ficco.

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